L’affascinante architettura musicale dei templi indiani

Alcune delle più affascinanti strutture architettoniche sacre dell’India meridionale custodiscono dei sorprendenti segreti musicali: le colonne sonore, colonne che, oltre a meravigliare per la bellezza e la raffinatezza estetica, hanno il potete “magico” di suonare se percosse a mano o con un anello.

Nell’india del sud è possibile imbattersi in alcuni templi il cui fascino architettonico incanta la vista e nasconde al suo interno delle sorprese capaci di ammaliare magicamente anche l’orecchio: le colonne musicali o sonore.

Ricavate da un unico monolite e riccamente scolpite da sapienti artisti, questi gruppi di colonne hanno il potere “magico” di suonare se percosse a mano o con un anello.

Oltre alle interpretazioni mistiche, esiste una spiegazione scientifica al fenomeno che identifica la roccia con cui sono state realizzate queste colonne come fonoliti alla lettera, "roccia che suona", in quanto si tratta di particolari rocce estrusive contenenti una certa concentrazione di silicio e diversi materiali che consentono a queste formazioni rocciose di produrre dei suoni metallici se percosse.

È documentato da una serie di ritrovamenti l’utilizzo in molte culture di rocce sonore per la realizzazione d strumenti musicali. In India i più antichi sono stati rinvenuti ad Orissa nello scavo di Sankarjang e risalgono al Neolitico, più recenti, appena 2.500 anni, i litofoni ritrovati nel distretto di Krishnagar in Tamil Nadu.

Presso le antiche culture indiane alla musica veniva attribuito un potere divino ed esoterico e, attraverso l’osservazione della natura, scoprirono le proprietà di queste particolari rocce sonore utilizzando all’interno di uno spazio sacro come i templi. Solo in India si possono osservare queste colonne architettoniche musicali.

Per ragioni legate alla tutela e conservazione dei siti, oggi è proibito toccare le colonne musicali. Alcune di esse sono già state distrutte dalle mani dei tanti curiosi e due addirittura furono sezionate da ufficiali inglesi al tempo del Raj per scoprirne il segreto.

Uno dei più celebri è il tempio Vijaya Vittala ad Hampi, sito patrimoni Unesco, al cui interno si trovano 56 pilastri, ciascuno alto 3,6 metri, che se toccati delicatamente producono delicate note musicali.

I pilastri sono denominati chiamati SaReGaMa, con riferimento alle note della scala standard nella musica classica indiana, simili alle nostre Do Re Mi Fa.

Si tratta di strutture portanti che reggono il "Ranga Mantapa", una sorta un padiglione aperto, molto probabilmente utilizzato per musica e balli in cui i pilastri primari, più grandi, sono circondati da sette pilastri più piccoli che "suonano" ciascuno una delle sette note nella scala della musica classica indiana. Costituito da pezzi di enorme pietra risonante, il gruppo di pilastri musicali varia in altezza e larghezza, in modo da produrre i diversi toni. Musici, strumenti e danzatori decorano la superficie delle colonne sonore: musica e scultura perfettamente fuse in un capolavoro sopravvissuto ai secoli e alle numerose manate dei curiosi.

Nella piccola città di Tirunelveli, il signore protettore dei raccolti (Tiru = signore, nel = raccolto, veli = protezione) è il dio Shiva a cui è dedicato il grandioso tempio di Nellaiappar, che al suo interno ospita un altro singolare esempio di architettura musicale. Il tempio venne fatto erigere per volontà dei sovrani della dinastia Pandya nel VII-VIII secolo. Toccando la colonna centrale, tutte le altre 48 più piccole scolpite attorno risuonano. Percossa invece singolarmente, ogni piccola colonna produce un suono diverso. Nel corso dei secoli numerose colonne sono andate perdute o sono state sostituite, ad oggi ne rimangono solo quattro.

Il tempio di Meenakshi Amman chiamato anche Meenakshi Sundareswarar Temple, dedicato a Parvati, nota come Meenakshi, ed al suo consorte Shiva.  Progettato da Vishwanantha Nayak nel 1560 è un complesso induista, massima espressione della architettura dravica, che si estende per circa sei ettari con le sue caratteristiche gopuram (le torri del tempio). Nel tempio si può visitare Airakkal Mandapam la “sala delle mille colonne”. Al suo interno, per l’esattezza, se ne contano 985, una diversa dall’altra; appena fuori da questa sala, si trovano cinque colonne di granito musicali, che, se colpite, emettono diverse note.

Tutti questi templi sono legati al dio Shiva, una delle principali divinità dell'induismo, il cui culto è in relazione con la danza e la musica. Il che probabilmente spiega la potente presenza dell'architettura musicale in questi templi.

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